Colori nel vuoto - Mostra personale
La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00 da lunedì 19 Maggio - a domenica 29 Giugno 2008 presso il GRAND HOTEL MEDITERRANEO -
lungarno del Tempio 42/44 - Firenze
Ingresso:
Gratuito
Quadri su lastre di vetro dipinte dal retro evocando una tecnica in uso per le pittura votive nella Sicilia dell'800.
Memoria, Fede, Sentimento: il composito ed affabulante itinerario creativo d’una giovane Artista fra Sicilia e Toscana
Segni del Cuore splendono sul Vetro
Rosa Maria Indelicato manifesta la sua valida creatività proprio attraverso e su quel vetro che, a ben ragionarci, va a riassumere, per sua natura, essenza e lavorazione, i quattro Elementi (Fuoco, Aria, Acqua, Terra) sui quali Empedocle il Sommo, Empedocle il Filosofo e il Teurgo, l’Empedocle di Agrigento, l’Empedocle con cui la Indelicato condivide comunanza di patria e sintonia d’intimo sentire, costruì un edificio di pensiero incrollabile, attuale,vittorioso sul Tempo.
Ed è appunto su questa prioritaria, ineludibile scelta di supporto strutturale che vanno ad esplicitarsi molti degli esiti compositivi dell’Artista, la quale, anzitutto, inanella ed incatena su parallelismi e rosari di sequenze del “cum-figurare” una vasta e polivalente serie di luoghi, iperluoghi, soggetti, atmosfere, per evanescenze ed evocazioni solidamente incastonate ad un sedimentato, irrefrenabile rimaterializzarsi in “hypertòpos” di proteiformi evidenze d’un Ieri disperso, è vero,fra le amare spirali delle distanze, eppure in costante presenza di riproposizione agli intuiti ed agli esiti dell’estro.
Ma non è solo nell’ambito dei contesti / contorni / dintorni di questo perenne ed oggettivamente già vasto e proteiforme “Rituale della Rimembranza” che intende posizionarsi l’ “excurrere” artistico della Indelicato, la quale, al tempo, riesce a dar senso e valenza anche ad altri contesti / contorni / dintorni, ripresi e mutuati, stavolta, da un diverso territorio di riferimento, cioè non più quello del suo Ieri di ectoplasmiche ri / evocazioni fra “sicilianità” o “sicilitudine” che dir si voglia (o, nello specifico, iconograficamente si raffiguri) ma questo del suo Oggi in tutta l’evidenza d’ogni quotidiana variabile del reale: ovvero nel palese emergere, in parallelo, d’una “toscanità” dalle denotazioni / connotazioni del tutto dissimili, per evidenti peculiarità storico-culturali, con il Sud, la Sicilia ed ogni più o meno mediterranea“isolitudine”.
Ulteriori segmenti espressivi riportano, poi, e con immediati richiami, a desideri e tormenti del suo personale vissuto; mentre l’arte sacra, che cesella il polivalente dimensionarsi creativo di Rosa Maria Indelicato, le consente di completare, ed in forma di preghiera, questo suo significare composito e polivalente che, in ultima analisi, si mostra ed è tutt’altro che riconducibile, per presupposti ed evidenze, spunti d’estro e spessori d’esito, alla superficialità d’ogni acritico giudizio di oleografica “naïveté” da cui lei, al contrario, è lontana anni luce, avendo dimostrato ampiamente (e con giustificato merito) di sapere e potere proporsi / imporsi in autonomia di scelte e valenze nel difficile mondo dell’Arte.
E se è vero, come lo è, che fin troppo spesso, come osservò acutamente, qualche secolo fa, Jean de la Bruyère, “il piacere della critica ci toglie quello di essere profondamente commossi da cose molto belle”, mi si permetterà, infine, di sottolineare, sinceramente commosso (“Amicus Plato, sed magis amica Veritas”) dalla sua produzione deliziosa, spontanea e semplice (e la semplicità è “difficile a farsi”, scrisse il grande Bertolt Brecht), che soltanto una cosa Rosa Maria Indelicato non riuscirebbe mai a trasferire sul vetro, sulla tela o qualsiasi altra servostruttura di creatività: lo splendore terso ed irradiante dei suoi occhi, stelle di un’anima pulita che lascia sempre il segno, sul vetro e nel cuore.
Prof. Nuccio Mula
Docente universitario di Filosofia dell’Immagine,
Teoria della Percezione e Psicologia della Forma
Componente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte
Agrigento, aprile 2008
Ciò che non appare a primo achito è, in realtà, la vera essenza dell' arte pittorica
dell'artista siciliana Rosa Maria Indelicato.
I suoi lavori sono corposi, avvincenti, carichi di cromie che quasi invadono la scena. Trasudano, a volte, una sorta di angoscia interiore, visibile soprattutto dal moto perpetuo degli alberi che sembrano
vibrare, muoversi in andamenti centripeti, quasi memoria di gesta pittoriche alla Van Gogh.
Pervade però in Rosa Maria Indelicato una rapsodia, un generare nella speranza, nel positivo. In lei c'è la forza, la passione, il desiderio di raccontare la sua bella Sicilia usando, ad esempio, la potenza della natura selvaggia.
L'arte di Rosa Maria Indelicato si comprende bene solo in un secondo momento. Il naif similmente al "paesaggio", è da sempre considerato genere minore. Questo potrebbe rappresentare un limite, ma in tutta questa
apparente "sottovalutazione" si denota in realtà una ricerca personale, un lasciarsi andare.
L'originale uso del vetro come supporto è sinonimo di originalità, di orientamento verso la sperimentazione, ed allo
stesso tempo denota il desiderio di tramandare, poichè è chiaro il riferimento alla pittura su vetro in uso nella Sicilia dell'800.
A tal proposito si guardino opere come "L' amore preserva dalla stupidità del mondo", "Tenebre nascondete pazzia della solitudine " . Il segno è vibrante, la resa apparentemente infantile cela la rappresentazione di un maturo gioco allegorico
di concetti e significati. Questa artista dev' essere apprezzata e seguita nel tempo.
VALERIA S.LOMBARDI
Dott.ssa storia dell'arte contemporanea
laureata c/o Università Statale di Milano
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