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Rosa Maria Indelicato

Rosa Maria Indelicato
Nata ad Agrigento nel 1970
Laurea in Architettura - Palermo
Master in Antropologia delle culture mediterranee - istituto di Antropologia di Firenze


Ha conseguito due diplomi d’arte applicata e si è laureata in architettura presso l’ateneo palermitano. Ha partecipato a varie mostre collettive ( tra cui Collettiva di pittura “Donn’arte” mostra di pittrici siciliane, Collettiva di pittura “Arte al chiostro”, mostra dei pittori agrigentini) e ha realizzato per il mensile  “ Sikania“ una collana di tavole a china che illustrano la mitologia sicana.Negli anni ’90 l’interesse per la grafica la porta allo studio della web-art che pian piano diventa una professione.
Recentemente l’amore per l’arte naif, in particolar modo per le pitture votive, la spinge ad approfondire le proprie conoscenze antropologiche. Dopo un master in Antropologia, conseguito presso l’istituto di Antropologia di Firenze, cura nel 2004 la  pubblicazione di Cedrini R., Masali M., Chiarelli B,” Antropologia, Ergonomia ed Architettura, Volumi di Antropologia e Scienze cognitive, Bonanno editore (CT). Successivamente pubblica con A. Bertirotti ed M. Sardo, un libro sul culto calogerino “ San Calogero - Un agrigentino venuto da lontano” edito sempre da Bonanno. Il testo comprende un intervista che Andrea Camilleri ha concesso all’autrice ed un cd rom di approfondimento da lei realizzato.
Dagli anni ’80 realizza quadri su vetro.

Curriculum

 

L’impercettibilità materica del supporto rende l’oggetto quadro "immateriale". L’immagine ingloba il supporto e, come un camaleonte, si mimetizza appropriandosi dei colori del contesto. La trasparenza del vetro rende l'immagine ”mutevole”. Il quadro si adatta, si fonde col supporto, riflette in se il contesto che diventa esso stesso "immagine". Tutto ciò che "convive" col quadro contribuisce alla resa finale. Potremmo definire la tecnica pittorica su vetro “inversa”, poichè più si procede nella realizzazione più si oscura la visione del risultato finale. Inoltre si procede dal dettaglio al generale, dal primo piano allo sfondo, secondo una sequenza contraria a quella della pittura tradizionale.Come un ricamo, il quadro su vetro ha due facce, una “bella” e un “brutta”., un aspetto "pubblico" ed uno “privato". Il risultato "pubblico" rimane coperto dal drappo di colore fino al completamento dell’opera.
L’inconsapevolezza del risultato, porta l’artista a seguire solo la propria immaginazione, tracciando il profilo di un sogno concreto solo nella fantasia dell’autore. Più i colori si sovrappongono sulla “tela traslucida” più l’immagine diventa rarefatta. Infine, come l’alba rischiara le foschie mattutine, cosi l’atto finale del capovolgimento della “tela” rivela il sogno. L’onirico diventa reale e, in tutta la sua nitidezza, regala l’emozione della sorpresa allo stesso autore prima che ad altri.

 
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